Philadelphia Eagles VS Jacksonville Jaguars
Finalmente è arrivato il giorno della tanto attesa partita, i tre, lasciata casa di Mark e Jenny, si avviano verso il centro di Londra con destinazione Wembley Stadium!
Prima fanno una tappa a casa di Giorgio, cognato del Red, che li ospiterà per l'ultima notte, lasciano i bagagli, salutano il bimbo Logan (nipote del Red), donano al piccolo inconsapevole fan una loro maglia e, salutando Giorgio e moglie Elizabeth, si avviano verso il luogo del match.
Seguendo grassi tifosi yankees venuti da oltreoceano e ubriachi curiosi britannici venuti dalla City, i 75ers giungono allo stadio e, in un clima polare, si mettono ordinatamente in fila per entrare.
Trovato il settore del loro posto, salgono...salgono...salgono e poi salgono ancora e ancora fino alla loro fila che risulterà essere la penultima dell'ultimo anello dello stadio quindi, in breve, solo una manciata di persone tra gli 85.000 presenti, ha il posto peggio del loro.
I trio non si smentisce mai.
Dopo i dovuti inni nazionali l'incontro ha inizio e immediatamente l'inglese accanto a William, che emana un forte odore di lievito di birra ed alcool, inizia ad urlare, con un regolare intervallo di 14 secondi, l'incitamento "Eaaaagleeeeeesssss!".
Facciamo due conti.
Una partita di football americano ha una durata media di circa 3 ore.
3 ore = 180 minuti = 10.800 secondi
Se consideriamo l'intervallo di 14 secondi tra un grido e l'altro il calcolo è semplice.
10.800 : 14 = 771,42... volte il grido "Eaaaagleeeeeesssss!" nell'orecchio sinistro del Green.
William risulterà frastornato e sordo dopo più di 3 ore dalla fine della partita, Alex e Fabio gli sono tutt'ora vicini nella speranza di una sua completa guarigione.